OBIETTIVI

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Sappiamo che per raggiungere i propri obiettivi di performance ciascuna organizzazione può avere molteplici variabili su cui agire e tali variabili variano da contesto a contesto. Ma una variabile è sempre comune: il comportamento e le decisioni dei singoli individui.

 

Tutto ciò che succede è infatti il risultato di piccole o grandi decisioni prese continuamente dalle persone dell’organizzazione, dal CEO, al dipendente, fino al potenziale talento che deve decidere se entrare a far parte della struttura. E queste decisioni non sempre sono pienamente razionali e massimizzano il beneficio dei singoli e dell’organizzazione considerata nel suo complesso.

Tutto in un’organizzazione è già disegnato in modo tale da guidare i comportamenti dei propri dipendenti: dalla decisione dei team di cui devono far parte, a quelli con cui devono interagire, alle modalità di lavoro e perfino lo spazio fisico in cui devono lavorare. Ma non sempre questo disegno è fatto in piena consapevolezza e avendo alla base degli strumenti scientifici che aiutino a capire come indirizzare verso i comportamenti desiderati.

Teniamo presente che il modo in cui le opzioni di scelta vengono presentate ai dipendenti genera necessariamente risultati comportamentali differenti così come la presentazione di un menù in un ristorante comporta scelte di piatti differenti o come l’esposizione dei prodotti in un supermercato ha impatti sulle scelte di acquisto dei consumatori.

La progettazione delle opzioni di scelta da porre di fronte ai propri dipendenti deve tenere in considerazione diversi aspetti: quali opzioni rendere salienti (e come), quali opzioni rendere disponibili per prime, il luogo in cui renderle disponibili, la natura delle opzioni predefinite, quante opzioni presentare, l'ordine delle opzioni, quali informazioni rendere disponibili su ciascuna opzione, quali opzioni incentivare e così via. 

La nostra comprensione di come funzionano i processi decisionali inconsci ha fatto molta strada grazie a decenni di ricerche di Behavioral Economics su ciò che guida il normale comportamento umano quotidiano. Sono stati identificati i bias (errori di giudizio) e le euristiche (scorciatoie nella presa di decisioni) che caratterizzando molte decisioni, alcuni dei quali influiscono maggiormente sul singolo e altri in contesti di gruppo.

Queste conoscenze hanno fatto sì che gli individui siano diventati “prevedibilmente irrazionali”. E ciò che può essere previsto può essere, almeno in parte, gestito. 

Ecco perché nasce Nudging for business: per aiutare a comprendere le leve che governano il decision making, tenendo in considerazione la realtà della natura umana, in tutta la sua complessità. E per imparare come agire di conseguenza per migliorare il benessere complessivo dell’organizzazione.