Apprendimento permanente:

che possibilità ha la Behavioral Economics?

Fare in modo che i propri lavoratori continuino ad apprendere e a formarsi – nonostante il lavoro! – è un aspetto essenziale per il successo di un’azienda.

Fare in modo che i propri lavoratori continuino ad apprendere e a formarsi – nonostante il lavoro! – è un aspetto essenziale per il successo di un’azienda. Secondo la definizione del MIUR1, l’apprendimento permanente (life long learning) è “qualsiasi attività intrapresa dalle persone in modo formale, non formale, informale, nelle varie fasi della vita, al fine di migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze, in una prospettiva personale, civica, sociale e occupazionale”. L’apprendimento all’interno dell’azienda può avere diverse...

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 A cura di Chiara Curiale 

Il benessere non è unoptional. 

L’architettura delle scelte per far fronte allo stress lavorativo

Lo stress viene considerato come un’esperienza emotiva negativa che nasce da interazioni problematiche tra l’individuo e il suo ambiente

Lo stress viene considerato come un’esperienza emotiva negativa che nasce da interazioni problematiche tra l’individuo e il suo ambiente1. Nel caso dello stress in ambito lavorativo, questo è associato alla percezione della persona di essere sottoposta ad un livello di richieste eccessivo a cui non può far fronte1. Lo stress lavorativo può avere conseguenze negative sulla salute e sul benessere di chi lo prova1 e, in alcuni casi, può cronicizzarsi fino ad assumere la forma ...

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 A cura di Chiara Curiale 

L’architettura

delle scelte di gruppo

Cosa è possibile fare per migliorare le decisioni che il gruppo prende e, conseguentemente, il benessere dei singoli membri?

Se, come oramai abbiamo imparato, la presa di decisioni in un gruppo non è affatto perfetta, dobbiamo a questo punto chiederci cosa è possibile fare per migliorare le decisioni che il gruppo prende e, conseguentemente, il benessere dei singoli membri. Sarebbe ideale che il gruppo condividesse efficacemente tutte le informazioni possedute dai singoli, senza lasciare spazio alla pressione sociale o ai segnali informativi difettosi provenienti dagli altri ...

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 A cura di Chiara Curiale 

Lavorare motivati: la prospettiva dell’Economia Comportamentale

Uno dei principali predittori del successo di un’azienda? La motivazione dei lavoratori ad impegnarsi, senza ombra di dubbio.

Uno dei principali predittori del successo di un’azienda? La motivazione dei lavoratori ad impegnarsi, senza ombra di dubbio. Avere impiegati motivati ed entusiasti significa con buona probabilità due cose: nello svolgimento del loro lavoro, stanno bene e non sperimentano angoscia e/o frustrazione (o almeno, non prevalentemente); l’azienda ha risorse valide su cui poter contare, che contribuiscono positivamente allo sviluppo economico, umano e sociale dell’organizzazione ...

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 A cura di Chiara Curiale 

La presa di decisione in gruppo: attenzione agli errori!

Oramai ci è chiaro: a volte un gruppo tende a prendere decisioni poco razionali.

Oramai ci è chiaro: a volte un gruppo tende a prendere decisioni poco razionali. È dunque necessario procedere con grande cautela prima di affermare che le decisioni del gruppo siano sempre migliori di quelle del singolo solo perché derivano dalla condivisione di capacità e idee da parte dei singoli membri. In uno dei precedenti articoli (link), vi abbiamo parlato del fenomeno del groupthink e di come possa risultare dannoso per aziende ed organizzazioni. Come promesso...

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 A cura di Chiara Curiale 

Rompere il soffitto

di vetro

La Behavioral Economics a sostegno della parità e dell’inclusione di genere sul luogo di lavoro

Un uomo e suo figlio vengono urgentemente portati in ospedale dopo aver avuto un incidente con la macchina. Una volta arrivati in ospedale, il chirurgo che sta per operare il ragazzo lo guarda ed esclama “Non posso curarlo, è mio figlio!”. Ed è qui che ci viene posta la domanda: com’è possibile?

Molti di voi conosceranno già questo apparente paradosso, formulato nel 1983 dal filosofo Douglas Hofstadter; chi lo legge per la prima volta ...

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 A cura di Chiara Curiale 

Il gruppo fa sempre meglio?

Il famoso detto recita: due teste sono meglio di una.

Il famoso detto recita: due teste sono meglio di una. Quindi, seguendo questo ragionamento, tre teste dovrebbero essere meglio di due, quattro teste meglio di tre e così via. In poche parole: il lavoro del gruppo ha – sempre e comunque – un valore aggiunto rispetto al lavoro dei singoli. Ma siamo proprio sicuri che sia realmente così? In questo articolo1 Reid Hastie e Cass Sunstein, ideatore – assieme a Richard Thaler – della famosa Teoria del Nudge ...

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 A cura di Chiara Curiale 

Lavoro, quando le aspettative contano

Come agisce la profezia che si auto-avvera sul luogo di lavoro  

Il lavoro rappresenta il momento per eccellenza in cui dobbiamo dare prova della nostra razionalità, delle nostre capacità logiche e competenze cognitive: mentre lavoriamo non possiamo proprio permetterci di sbagliare. Lo psicologo Daniel Kanheman, vincitore del Premio Nobel nel 2002 per “avere integrato risultati della ricerca psicologica nella scienza economica, specialmente in merito al giudizio umano e alla teoria delle decisioni...

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 A cura di Chiara Curiale